Usare la moto 365 giorni l’anno sembra una di quelle frasi da motociclista talebano, di quelli che se non prendi acqua almeno tre volte a settimana non sei degno di salutare con la mano sinistra.
Ecco, no.
Partiamo subito da una cosa: la moto ognuno se la vive come vuole. Se vi piace usarla solo da aprile a ottobre, col sole, le strade asciutte e il gelato a fine giro, va benissimo. Nessuno ha il diritto di rompervi gli zebedei.
Detto questo, visto che questo sito si chiama In Moto 365, era abbastanza inevitabile fare il pippone sull’argomento. Però provo a farlo con un minimo di onestà: usare la moto tutto l’anno è bellissimo, ma non è sempre comodo, non è sempre romantico e ogni tanto ti fa anche chiedere chi te l’abbia fatto fare.
Perché usare la moto tutto l’anno
Il primo grande pregio è semplice: la moto smette di essere solo il giocattolo della domenica e diventa davvero parte della tua vita.
Io, da quando ho iniziato a usarla come primo mezzo di trasporto, ho cambiato proprio il modo di vivere gli spostamenti. Il tragitto casa-lavoro, che in auto rischia di essere solo traffico, code e nervoso, in moto diventa comunque un piccolo pezzo di giornata tuo.
Non sempre un pezzo poetico, sia chiaro. Se piove di traverso alle sette del mattino, la poesia magari la lasciamo a qualcun altro. Però anche lì, in qualche modo, sei presente. Stai guidando, stai scegliendo le traiettorie, stai ascoltando la strada. Non sei semplicemente chiuso in una scatola a maledire il mondo.
Pregio numero uno: ti godi tutte le stagioni
La moto in primavera è facile. Sole, temperature perfette, giornate che si allungano. Bella forza.
Ma l’autunno e l’inverno hanno un fascino tutto loro. La luce è diversa, le strade sono meno affollate, certi posti che in estate sembrano un centro commerciale a cielo aperto tornano quasi silenziosi.
Un passo appenninico fatto in una giornata limpida di gennaio, senza traffico, con l’aria fredda e il sole basso, può essere una meraviglia. Non devi per forza fare l’eroe vichingo con la barba ghiacciata: basta scegliere bene il giro, evitare quote troppo alte se c’è rischio ghiaccio, vestirsi decentemente e usare il cervello.
Che, tra l’altro, resta l’accessorio più importante. Anche più delle manopole riscaldate, e io alle manopole riscaldate voglio molto bene.
Pregio numero due: impari davvero a conoscere la moto
Usare la moto tutto l’anno ti insegna un sacco di cose.
Impari come reagisce sull’asfalto freddo, come cambia la frenata sul bagnato, quanto conta avere gomme adatte, quanto può diventare fastidioso un guanto sbagliato dopo venti minuti di pioggia.
Impari anche che l’attrezzatura non è un vezzo. Una buona giacca, un completo antipioggia serio, stivali impermeabili, guanti giusti e magari un sottocasco decente fanno la differenza tra “ok, giornata umida ma gestibile” e “sto rivalutando tutte le scelte della mia vita”.
E qui arriva la grande legge universale del motociclista: prima o poi l’acqua entra. Puoi avere l’attrezzatura più tecnica del mondo, ma se prendi abbastanza acqua e abbastanza a lungo, qualcosa troverà il modo di passare. Accettarlo con distacco quasi zen aiuta molto.
Pregio numero tre: meno traffico, più libertà
Nel quotidiano, la moto è spesso una soluzione molto pratica.
Parcheggi più facilmente, ti muovi meglio nel traffico, consumi meno rispetto a un’auto e in tante situazioni arrivi meno stressato. Non sempre asciutto, magari, ma meno stressato sì.
Per chi fa commuting, soprattutto in zone trafficate, usare la moto tutto l’anno può cambiare parecchio la qualità della vita. Ovviamente dipende da dove abiti, da che strade fai, da quanti chilometri percorri e da quanto sei disposto a sopportare freddo, pioggia e qualche giornata storta.
Non è una scelta buona per tutti. Ma per qualcuno, me compreso, ha molto senso.
E adesso i difetti, perché ci sono
Il primo difetto è ovvio: il meteo.
Freddo, pioggia, vento, nebbia, caldo estremo. Tutte cose che in auto noti, in moto le vivi direttamente. E no, non sempre è divertente.
Quando piove forte, la visibilità cala, gli automobilisti sembrano improvvisamente più distratti del solito e tu devi moltiplicare l’attenzione. Quando fa freddo davvero, mani e piedi diventano il punto debole. Quando fa caldo, invece, ti ritrovi fermo al semaforo con casco, giacca, paraschiena e la sensazione di essere una lasagna lasciata nel forno.
Secondo difetto: l’attrezzatura costa.
Se usi la moto solo d’estate puoi cavartela con meno roba. Se vuoi usarla tutto l’anno, devi avere equipaggiamento adatto a pioggia, freddo e mezze stagioni. E l’attrezzatura buona, purtroppo, non la regalano insieme ai punti del supermercato.
Terzo difetto: la manutenzione aumenta.
Facendo più chilometri consumi più gomme, più freni, più catena, più tutto. Se poi usi la moto con pioggia, sporco e sale sulle strade, devi anche lavarla e controllarla con più attenzione. Non serve diventare meccanici da box MotoGP, però un minimo di cura ci vuole.
Sicurezza: il punto da non prendere alla leggera
Usare la moto tutto l’anno richiede prudenza.
Sul bagnato non si guida come sull’asciutto. Con l’asfalto freddo non si guida come a giugno. Se c’è rischio ghiaccio, semplicemente si lascia stare. Punto.
Non c’è niente di eroico nel mettersi nei guai per dimostrare qualcosa. La moto è libertà, certo, ma la libertà funziona meglio se torni a casa intero.
Quindi: distanza di sicurezza, guida fluida, niente movimenti bruschi, gomme in ordine, luci funzionanti, abbigliamento visibile e zero voglia di fare il fenomeno. Che tanto il fenomeno, di solito, dura poco.
Vale la pena?
Per me sì.
Usare la moto 365 giorni l’anno mi ha dato tantissimo. Mi ha reso gli spostamenti più belli, mi ha fatto vivere le stagioni in modo diverso e mi ha ricordato una cosa semplice: la moto non deve per forza essere solo il grande viaggio, il passo famoso o la domenica perfetta.
Può essere anche il tragitto per andare al lavoro, il giro breve invernale, la commissione fatta allungando un po’ la strada, la scusa per passare da una collina invece che dalla tangenziale.
Però bisogna essere onesti: richiede attrezzatura, attenzione, manutenzione, adattamento e un certo livello di pazienza. Se odi il freddo, se la pioggia ti manda in crisi o se vuoi la moto sempre pulita come in salotto, forse non è la scelta migliore.
E va benissimo così.
La moto non è una religione con regole uguali per tutti. È una passione. Ognuno deve viverla nel modo che lo fa stare bene.
Io ho scelto di viverla tutto l’anno. Con il sole, con il freddo, con l’acqua, con qualche parolaccia dentro al casco e con la convinzione che, molto spesso, la strada più bella non sia quella più comoda.

