Non solo Caponord: il bello dei giri in moto vicino a casa
Per il mondo della moto sembra che, se non stai andando a Caponord, in Marocco, dove peraltro sono appena stato :), o in Turgikistan o almeno su una strada con tre confini e due deserti, allora non stai viaggiando davvero.
Ecco, facciamo un respiro…
Io adoro i grandi viaggi. Sono quelli che sogni per mesi, programmi d’inverno, guardi le mappe la sera e poi finalmente parti. Pero la moto non puo essere solo quello.
Perche se aspetti sempre il viaggio epico, rischi di usare la moto due volte l’anno e di perderti tutto il resto.
Il giro vicino casa non e un premio di consolazione
Un giro vicino casa può essere bellissimo.
Non perchè sia necessariamente spettacolare come le Dolomiti o la Val d’Orcia al tramonto, ma perché e accessibile. Lo puoi fare quando hai mezza giornata, quando il meteo e buono, quando hai bisogno di staccare ma non puoi sparire per una settimana.
Oltrepò Pavese, Langhe, Appennino, laghi, colline dietro casa, strade secondarie che hai sempre visto di passaggio ma non hai mai davvero esplorato.
Spesso ci sono posti sorprendenti a un’ora da casa. Solo che li sottovalutiamo perché sono troppo vicini.
La distanza, in moto, non e sempre sinonimo di qualita.
La bellezza delle strade normali
Non tutte le strade devono essere da ginocchio a terra.
Anzi, certe strade sono belle proprio perché ti fanno andare piano: un borgo, una curva dolce, un belvedere, una trattoria, un castello, un filare di vigne, una luce invernale che rende tutto diverso.
Ci sono giri che non vincono per l’asfalto perfetto o per la sequenza infinita di tornanti, ma per l’atmosfera.
Prendiamo l’Oltrepo Pavese: le strade non sono sempre il massimo, e diciamolo. In certi punti l’asfalto sembra aver vissuto più avventure di noi. Pero i panorami, i borghi, i vini, i castelli e certi scorci hanno davvero il loro perché.
E lo stesso vale per tantissime zone d’Italia.
Il vantaggio: parti senza complicarti la vita
Il giro vicino casa ha un pregio enorme: e semplice.
Non devi preparare bagagli, ferie, traghetti, assicurazioni, mille prenotazioni. Guardi il meteo, metti benzina, controlli gomme e catena, e parti.
Magari fai 150 chilometri, magari 300. Ti fermi a mangiare, fai due foto, scopri una strada nuova e torni a casa la sera.
Non avrai attraversato il mondo, ma magari hai salvato una giornata.
E non e poco.
Cambiano le stagioni, cambia il giro
Uno stesso itinerario fatto a luglio, ottobre o gennaio può diventare quasi un altro giro.
In estate hai luce lunga, caldo, più gente e magari più traffico. In autunno hai colori incredibili e temperature spesso perfette. In inverno trovi silenzio, aria fredda e strade vuote, se scegli bene quota e percorso.
Questo e uno dei motivi per cui usare la moto tutto l’anno ha senso: non per dimostrare qualcosa, ma per vedere gli stessi posti cambiare.
La moto, in questo, e una lente. Ti fa notare dettagli che in auto perderesti.
Non serve gonfiare tutto
Attenzione pero: raccontare un giro vicino casa non vuol dire venderlo come “il paradiso nascosto che nessuno conosce”.
Se una strada ha l’asfalto brutto, va detto. Se c’è traffico nel weekend, va detto. Se un borgo e carino ma in mezz’ora l’hai visto, va detto.
La credibilità sta anche li.
Non tutti i giri devono essere epici. Alcuni sono semplicemente belli, facili, comodi, utili per staccare.
E va benissimo cosi.
Come scegliere un bel giro in moto vicino casa
Io guarderei quattro cose:
- una strada piacevole, anche non perfetta (l’Oltrepò Pavese ne è l’esempio tipico)
- un punto panoramico o un borgo interessante
- una sosta concreta, magari dove mangiare bene
- una durata realistica per la giornata
Se poi ci aggiungi poco traffico, una stagione giusta e magari una deviazione su una strada mai fatta, hai già tutto.
Non serve cercare l’impresa. Serve avere voglia di uscire.
Conclusione
Il grande viaggio resta una delle cose più belle che si possano fare in moto.
Ma non lasciamo che l’idea del viaggio epico ci faccia snobbare i giri piccoli.
Perché la moto non vive solo nei chilometri enormi, nei confini attraversati e nelle foto davanti a cartelli famosi. Vive anche nel giro improvvisato, nella collina dietro casa, nel borgo trovato per caso, nella strada secondaria fatta al tramonto.
E qualche volta, proprio quando non ti aspetti niente di speciale, trovi un posto che ti fa dire dentro al casco: “però, niente male”.

