Ogni tanto, nel mondo delle moto, ci comportiamo come se esistesse una risposta definitiva.
La migliore maxi-enduro.
La migliore moto per viaggiare.
La migliore per iniziare, per andare al lavoro, per fare sterrato, per portare il passeggero, per fare il passo di montagna, per andare al bar senza sembrare uno che è andato al bar apposta.
Poi arriva la realtà, che come al solito è meno elegante ma più utile: la moto perfetta non esiste.
Esiste però una moto giusta per te. Per il tuo modo di guidare, per il tuo fisico, per il tuo budget, per le strade che fai davvero e per il tipo di motociclista che sei oggi. Non quello che immagini di diventare guardando video di gente molto più brava, molto più allenata e probabilmente anche molto meno affezionata al divano.
Il problema delle classifiche
Le comparative sono utili. Io stesso le guardo, le leggo e ogni tanto mi faccio anche prendere dal vortice del “questa ha due cavalli in più, questa pesa tre chili in meno, questa ha una modalità che probabilmente non userò mai ma adesso mi sembra indispensabile”.
Il punto è che una classifica può dirti quale moto va meglio in un certo test.
Non può dirti automaticamente quale moto va meglio nella tua vita.
Una moto può vincere tutte le prove, avere elettronica raffinata, sospensioni meravigliose e un motore da applausi. Ma se poi ti mette ansia ogni volta che devi fare manovra in garage, forse non è la moto giusta per te.
E non c’è niente di male.
Scegliere una moto non è un esame di maturità motociclistica. Non devi dimostrare di saper gestire quella più alta, più potente o più costosa. Devi trovare quella che ti fa venire voglia di usarla.
La moto giusta è quella che usi davvero
Secondo me questo è il primo criterio.
Una moto bellissima che resta ferma perché è troppo scomoda, troppo impegnativa o troppo preziosa per essere usata con serenità diventa un soprammobile con l’assicurazione.
La moto giusta è quella che ti fa dire:
“Quasi quasi ci vado anche oggi.”
Anche se devi solo fare una commissione. Anche se il giro è breve. Anche se non hai davanti un viaggio epico, un passo famoso o un tramonto da copertina.
Per In Moto 365 questo conta tantissimo, perché la moto non è soltanto l’evento speciale. È anche il tragitto casa-lavoro, il giro improvvisato, la strada allungata tornando a casa, la domenica partita senza un piano preciso.
Se una moto ti invita a uscire, sta già facendo una cosa importante.
La scheda tecnica non racconta tutto
Peso, cavalli, coppia, altezza sella, capacità del serbatoio, sospensioni, consumi, elettronica.
Tutti dati utili.
Ma una moto non si capisce soltanto leggendo numeri.
Ci sono moto che sulla carta sembrano perfette e poi, quando ci sali, non ti parlano. Ci sono moto apparentemente meno impressionanti che dopo pochi chilometri ti mettono a tuo agio.
La posizione di guida, la distribuzione del peso, la risposta del gas, la protezione dall’aria, la facilità nelle manovre lente: sono cose che spesso contano più dei numeri da bar.
Anche perché al bar, diciamolo, vincono quasi sempre le moto degli altri. Le nostre hanno sempre un difetto che qualcuno è gentilissimo nel farci notare.
Attenzione alla moto che compri per il motociclista che vorresti essere
Questa è una trappola abbastanza comune.
Compriamo una moto immaginando una versione futura di noi stessi: più avventurosa, più tecnica, più allenata, con più tempo libero e magari anche con un garage più grande.
Non c’è niente di sbagliato nel voler crescere. Anzi, una moto può essere uno stimolo bellissimo per imparare cose nuove.
Però bisogna essere onesti.
Se oggi fai soprattutto strada, qualche viaggio e magari sterrati semplici, forse non ti serve una moto preparata come se domani dovessi attraversare il mondo. Se viaggi sempre da solo, magari non ha senso scegliere soltanto in base al comfort del passeggero. Se usi la moto tutti i giorni, forse la praticità conta più della massima prestazione.
La moto giusta deve lasciare spazio alla crescita, ma non dovrebbe punirti ogni volta che la usi nel presente.
Altezza, peso e sicurezza mentale
Su questo punto io sarei molto concreto.
La moto deve farti sentire sufficientemente tranquillo. Non invincibile, non superiore, non “pilota ufficiale del parcheggio del supermercato”. Tranquillo.
Devi riuscire a spostarla, fermarti, ripartire, fare inversione, gestire una pendenza, caricarla per un viaggio e affrontare una manovra sbagliata senza andare subito in crisi.
Questo non significa che devi toccare perfettamente con entrambi i piedi o scegliere per forza una moto piccola. Significa che devi essere sincero con te stesso.
Se ogni sosta diventa fonte di tensione, la moto rischia di toglierti piacere. E la moto, almeno secondo me, dovrebbe aggiungerne.
Budget: non conta solo il prezzo di acquisto
Una moto giusta deve anche essere sostenibile.
Non parlo solo del prezzo iniziale. Ci sono assicurazione, bollo, tagliandi, gomme, accessori, abbigliamento, eventuale finanziamento e svalutazione.
Una moto comprata al limite del budget può diventare pesante da vivere. Ogni graffio fa più male, ogni tagliando pesa di più, ogni viaggio sembra un lusso da calcolare con la calcolatrice in mano.
Meglio una moto leggermente meno “da sogno” ma usata serenamente, che una moto perfetta sulla carta e vissuta con l’ansia di rovinarla.
Lo so, è una frase poco romantica. Ma anche restare senza soldi dopo aver comprato le valigie laterali non è esattamente poesia.
Il tipo di strade che fai davvero
Qui bisogna guardarsi allo specchio, possibilmente prima di aprire il configuratore online.
Fai tanti chilometri in autostrada? Strade di montagna? Città? Viaggi in coppia? Sterrati? Usi la moto con il freddo? Parti spesso per più giorni o fai soprattutto giri brevi?
La moto giusta nasce da queste risposte.
Una sportiva può essere meravigliosa, ma se passi metà del tempo nel traffico forse dopo un po’ il romanticismo cala. Una maxi-enduro è fantastica per viaggiare e affrontare strade diverse, ma se fai solo città e box stretti potrebbe diventare impegnativa. Una naked leggera può essere divertentissima, ma magari in autostrada dopo due ore cominci a negoziare con il vento.
Non esiste una categoria migliore in assoluto. Esiste quella che si incastra meglio con le tue giornate.
Il cuore conta, ma non deve guidare da solo
La moto è passione. Se scegliessimo solo con la testa, probabilmente molti di noi avrebbero un mezzo molto razionale, comodo, economico e mortalmente noioso.
Quindi sì, il cuore conta.
Conta guardarla in garage e pensare che hai voglia di salirci. Conta girarti dopo averla parcheggiata. Conta quel piccolo entusiasmo infantile che, per fortuna, sopravvive anche quando l’età anagrafica suggerirebbe compostezza.
Però il cuore dovrebbe viaggiare insieme al cervello.
La moto giusta è quella che ti emoziona senza trasformare ogni uscita in una battaglia contro limiti, costi o scomodità che avevi deciso di ignorare.
Non devi giustificare la tua scelta
Questa forse è la parte più liberatoria.
Non devi convincere tutti.
Ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che avresti dovuto prendere più cilindrata, meno cilindrata, più elettronica, meno elettronica, una moto più leggera, una più potente, una più nuova, una più vecchia, una più “vera”.
Lascia parlare.
Se quella moto ti fa viaggiare, ti fa sorridere, ti fa uscire anche quando potresti restare sul divano e ti permette di vivere la passione nel tuo modo, allora ha senso.
Anche se non è la più veloce.
Anche se non è la più famosa.
Anche se non è quella che sceglierebbe qualcun altro.
La domanda finale
Quando qualcuno mi chiede quale moto comprare, la tentazione è partire subito con modelli, cilindrate e consigli.
Ma forse la prima domanda dovrebbe essere più semplice:
Che vita vuoi fare con quella moto?
Vuoi viaggiare? Usarla tutto l’anno? Andare al lavoro? Scoprire sterrati facili? Fare weekend con gli amici? Portare il passeggero? Macinare chilometri o goderti giri brevi?
Da lì si comincia a ragionare.
La moto perfetta non esiste, e meno male. Altrimenti avremmo tutti la stessa moto, gli stessi viaggi e probabilmente le stesse discussioni al bar, cosa che sarebbe piuttosto triste.
La moto giusta per te, invece, esiste davvero.
Non è quella che mette d’accordo tutti. È quella che, quando hai mezz’ora libera, ti fa pensare: “Dai, esco un attimo”.
E sappiamo benissimo che quell’attimo, se la moto è quella giusta, può diventare molto facilmente un giro da cento chilometri.

